Indietro

ⓘ Audi



                                               

Audi A1

L Audi A1 è una berlina a 2 volumi compatta del segmento B premium, prodotta dalla casa automobilistica tedesca Audi a partire dal 2010.

                                               

Audi A2

Derivata da un primo prototipo presentato al salone dellautomobile di Francoforte nel 1997, si caratterizzava da un uso quasi totale dellalluminio, sia nella struttura che nella carrozzeria al fine di ridurre i pesi del veicolo e contenere i consumi. In questo modo venne seguito quello che era stato fatto anche da altre case costruttrici, come ad esempio la Renault con la grossa monovolume Espace e la carrozzeria in vetroresina, di non utilizzare le parti esterne del veicolo come elementi portanti. La controindicazione nellutilizzo esteso dellalluminio era però che questo metallo era più c ...

                                               

Audi A3

L Audi A3 è unautovettura di segmento C prodotta dalla casa automobilistica tedesca Audi AG dal 1996. Finora sono state messe in vendita tre serie: la prima dal 1996 al 2003, la seconda dal 2003 al 2013, la terza dal 2012.

                                               

Audi A4

Per questa vettura, viene utilizzata la piattaforma meccanica della Volkswagen Passat; nelle versioni successive invece lo sviluppo dei telai diventa più indipendente con la seconda serie che condivide il proprio pianale con la SEAT Exeo, mentre la quarta generazione deriva dalla Audi A5.

                                               

Audi A5

L Audi A5 è unautomobile del Segmento D prodotta dalla casa automobilistica tedesca Audi a partire dal 2007. Nel 2017 è stata presentata la seconda serie.

                                               

Audi A6

La Audi A6 è unautovettura berlina prodotta dalla Audi e rappresenta il Segmento E della casa automobilistica tedesca ed è levoluzione della già nota Audi 100, venduta negli anni ottanta. Venne presentata nella sua prima versione nel 1994. Sono state realizzate 4 differenti serie, di cui la prima introdotta nel mercato nel 1994 e lultima allinizio del 2018.

Audi
                                     

ⓘ Audi

La Audi è una casa automobilistica tedesca, fondata nel 1909 come August Horch Automobilwerke GmbH e che dal 1910 adottò la nuova denominazione Audi. Appartiene al Gruppo Volkswagen dal 1964.

                                     

1.1. La storia Nascita dellazienda

Le origini dellAudi ruotano intorno alla persona di August Horch, considerato uno dei principali pionieri della nascita e dello sviluppo dellautomobile in Europa, nel periodo a cavallo tra la fine del XIX secolo e linizio del secolo successivo. August Horch, già nel 1899 fondò a Colonia la A. Horch & Cie, una ditta che dapprima specializzata in riparazioni di quelle che erano le prime autovetture della storia, ma che di lì a pochissimo divenne una vera e propria Casa costruttrice. August Horch era una personalità instancabile e piena di idee innovative che provava di volta in volta a concretare e ad applicare già sui primi modelli Horch.

Molti dei suoi colleghi mal tolleravano questa sua politica innovatrice: i risvolti si fecero infatti sentire in breve tempo. Horch si trovava ad essere spesso escluso dalle riunioni del Consiglio di Amministrazione costituitosi perché la Horch era presto divenuta un’azienda di dimensione considerevole, adducendo come pretesto il fatto che" sperperava” troppi fondi aziendali per i suoi esperimenti. Nel 1909, August Horch lasciò lazienda: per nulla frustrato, ma al contrario ancora con una gran voglia di fare, Horch racimolò in breve tempo una discreta somma di denaro, grazie anche allaiuto di alcuni suoi amici e colleghi che dalla Horch & Cie progettarono di seguire August non appena questi avesse trovato modo di ricostruire da zero la sua Casa automobilistica.

Con il denaro raccolto, August Horch acquistò un terreno a poche centinaia di metri da dove sorgeva la sua ex-azienda e fece costruire un nuovo stabilimento in pochi mesi, dando alla luce la ditta August Horch Automobilwerke GmbH: fu lì che cominciò a costruire le "sue" Horch, convinto che avrebbe da allora potuto assumere le sue decisioni in maniera autonoma. Poco dopo però, nacque un primo problema: i vertici della prima Horch, fondata nel 1899, vietarono ad August Horch di usare quel nome in quanto marchio registrato in diritto si parla di concorrenza sleale. La questione fu sollevata al tribunale civile, dove August Horch fu costretto a non utilizzare più il suo cognome come marchio.

August Horch non mancò di esprimere il suo disappunto verso i suoi vecchi colleghi. Tra i proponenti della causa vi furono Paul e Franz Fikentscher, zio e nipote, entrambi molto amici di August, nonché colleghi di lavoro. Il caso volle che Franz avesse un figlio di dieci anni studente di latino, il quale, venuto a conoscenza del problema di August Horch, propose a questultimo di tradurre il suo cognome in latino per ricavarne una nuova parola da utilizzare come marchio. In tedesco antico, infatti, la parola "horch" corrisponde allimperativo del verbo "horchen" "ascoltare", in italiano. In latino, quindi, "horch" può corrispondere allimperativo del verbo "audire", cioè "audi". Fu così che nel 1909 nacque la "Audi-Werke", a Zwickau, in Sassonia dove negli ultimi anni, la Horch si era nel frattempo trasferita.

                                     

1.2. La storia I primi anni e la prima guerra mondiale

Le Audi riscossero ben presto buoni consensi: la gente sapeva che dietro a questa nuova azienda non vi era che il fondatore di quella Horch, che già da qualche anno si era imposto di porre l’attenzione sulla qualità delle sue vetture. Per i suoi nuovi modelli, August Horch scelse come denominazioni le lettere dellalfabeto.

La prima Audi della storia, nata nel 1910, fu la Typ A, sostituita lanno seguente dalla Typ B, cui si affiancò la Typ C, e così via. Proprio la Typ C fu la vettura con la quale la Audi esordì nel mondo delle gare, riuscendo a procurarsi, col tempo, una certa notorietà nel palcoscenico automobilistico europeo. A dare maggior rilievo alla casa, fu sicuramente la massacrante gara della Österreichische Alpenfahrt in italiano, "Corsa Alpina dellAustria", vinta per tre volte di fila dalla Typ C, nelle edizioni 1912, 1913 e 1914.

Nel corso di quegli anni, intanto, la gamma Audi si ampliò ulteriormente con larrivo di altri due modelli, uno concepito come" utilitario” e l’altro che avrebbe dovuto essere al vertice della gamma stessa. Si cominciarono inoltre a progettare autocarri. Le Audi piacquero per la qualità costruttiva, ma anche per la loro robustezza ed affidabilità.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale, la produzione Audi non subì grosse modifiche: ciò che cambio riguardo ai destinatari delle vetture Audi, ora non più privati, ma militari, in quanto le vetture venivano destinate allesercito dellImpero tedesco. August Horch svolse tale compito con ambizione. Man mano che la guerra procedeva, August Horch venne sempre più chiamato dai capi dellesercito a svolgere mansioni amministrative, distogliendolo quindi da quella creatività che negli anni precedenti lo aveva così marcatamente caratterizzato.

                                     

1.3. La storia Il primo dopoguerra e gli anni 20

Dopo la fine del conflitto, praticamente tutte le Case automobilistiche si videro costrette a mantenere la gamma pre-bellica a causa dellinflazione galoppante che impedì loro di investire per alcuni progetti nuovi. Anche lAudi risentì di tale difficile condizione economica.

Durante i primi anni del primo dopoguerra, furono riproposti modelli come la Typ C, la Typ e la Typ G. Per quanto tecnologicamente antiquati, furono proprio questi i modelli che permisero allAudi di passare quasi indenne il difficile periodo della cosiddetta iperinflazione di inizio anni venti, e di procurarsi risorse sufficienti per lancor più difficile periodo che le si stava parando dinanzi.

Non appena fu possibile, si cominciò ad investire per modelli più moderni: il primo di questi modelli ad esordire fu la Typ K, dotata di soluzioni moderne come il monoblocco in lega leggera con canne in ghisa e limpianto frenante su tutte e quattro le ruote. Tanta innovazione non fu opera di August Horch: egli, infatti, dopo la fine della guerra, continuò ad essere impiegato dallautorità tedesca per compiti amministrativi che nulla avevano a che fare con lo spirito originario dello storico fondatore di Horch ed Audi. Alla fine del 1920, Horch lasciò lAudi per trasferirsi a Berlino, dove poté meglio occuparsi dei compiti assegnatigli. A Zwickau, intanto, la situazione non fu rosea: la Typ K si rivelò un fiasco, e così pure la più grande Typ M.

Nel tentativo di salvare le sorti dellazienda, August Horch si precipitò da Berlino a Zwickau e cominciò un progetto disperato che avrebbe portato alla realizzazione della grossa Typ R, detta anche Imperator. Gli ampi margini di guadagno che unauto di lusso aveva sempre garantito, avrebbero potuto portare una boccata daria per la casa tedesca. Non fu così: non solo, la Typ R fallì nel suo intento, ma anzi trascinò lAudi nel baratro della bancarotta. Fu il danese Jorgen Skafte Rasmussen, titolare della Zschopauer Motorenfabrik, meglio nota come DKW, ad entrare nel capitale della casa di Zwickau. Rasmussen acquistò nel 1928 la maggioranza del pacchetto azionario dellAudi, che quindi cessò di essere una vera e propria Casa automobilistica, per divenire un marchio.

Quando la situazione verso la fine del 1929 sembrava appianarsi, si verificò un evento che avrebbe segnato la storia mondiale: il crollo della Borsa di Wall Street, da cui nacquero innumerevoli problematiche, soprattutto nella fragile Repubblica di Weimar.



                                     

1.4. La storia Lintegrazione nellAuto Union e gli anni 30

Anche la DKW fu risucchiata nel gorgo della crisi economica mondiale, conseguente alla caduta della Borsa di Wall Street. La Staatsbank, principale creditrice della Casa di Zschopau, inviò un suo fidato emissario, Richard Bruhn, in maniera tale da riportare la DKW fuori dalla recessione. Con Bruhn, la situazione parve lentamente ristabilizzarsi per la DKW, ma un po meno per lAudi che dovette sperimentare anche il fiasco commerciale della Typ P, praticamente una DKW 4=8, ma con motore a quattro tempi mutuato nientemeno che dalla Peugeot 201. Per consolidare la salute economica della DKW e risollevare una volta per tutte anche il destino dellAudi, Bruhn diresse i due marchi verso lacquisizione, sempre da parte della DKW, di altri due marchi in grave difficoltà, ossia la Horch e la Wanderer. Fu così che il 29 giugno del 1932 nacque lAuto Union, un colosso industriale che grazie alla presenza dei quattro storici marchi sassoni, poté contare su un ventaglio di offerte più che ampio, poiché si spaziò dai veicoli di fascia bassa della DKW a quelli di gran lusso della Horch e dalle motociclette alle autovetture di prestigio della Audi stessa. Questultima condivise spesso meccanica e telaio con altri modelli della Wanderer, la più simile alla Audi per la collocazione commerciale dei suoi veicoli.

A partire dalla nascita dellAuto Union, tutti i modelli Audi fino a quel momento commercializzati furono tolti di listino, a favore di un solo modello, ma più moderno: la Typ UW Front, prima vettura nel suo segmento ad adottare la trazione anteriore, una soluzione tecnica che allepoca cominciò a prendere piede presso alcuni costruttori europei. Anche la Front non incontrò il successo sperato, complice la stessa soluzione della trazione anteriore, che allepoca veniva vista ancora con diffidenza da molti potenziali clienti. Allinterno del direttivo Auto Union si pensò di estinguere una volta per tutte il marchio Audi, data la sua scarsa redditività. A convincere tutti a non farlo fu ancora August Horch, che con la nascita dellAuto Union entrò a far parte del Consiglio di Amministrazione. Il marchio Audi fu quindi mantenuto, ma la Audi Front, a quel punto giunta alla sua seconda serie nota anche come Audi 225, fu tolta dalla gamma a favore di un modello più grande, ma che nel contempo non andasse a cannibalizzare la gamma Horch: questo modello fu lAudi 920, un modello tecnicamente più tradizionale che sembrò finalmente riscuotere maggiori consensi. Fino alla fine di agosto del 1939 furono 1.281 gli esemplari prodotti, ma tale picco fu poi stroncato dallo scoppio della seconda guerra mondiale. Durante il conflitto, lAudi non fu impiegata per particolari compiti di carattere bellico: dei quattro marchi costituenti lAuto Union, essa risultò la più debole sia economicamente che strutturalmente, poiché non disponeva di un proprio ufficio progettazioni, ma si appoggiava su quello della Horch. Anche da questo punto di vista, quindi, lAudi giocò un ruolo da Cenerentola.

                                     

1.5. La storia La nuova rinascita con la Volkswagen

Terminato il conflitto nel 1945, la Germania ne usciva malissimo. Intere città distrutte e un Paese diviso in più parti. La Sassonia ed altre zone limitrofe furono soggette allautorità sovietica. Tutte le aziende residenti nellarea sovietica furono espropriate e nazionalizzate e molti capannoni, specie quelli danneggiati gravemente, furono smantellati le attrezzature ed i macchinari furono portati via. Lo stabilimento Audi di Zwickau, fu dapprima utilizzato dalla IFA per la produzione di vecchi modelli DKW sotto la ragione sociale VEB Automobilwerk Zwickau, ed in seguito, con il rilevamento del marchio IFA da parte della AWE, venne utilizzato per la produzione delle Trabant, giunte pressoché invariate fin quasi alla fine del secolo. Il marchio Audi non venne però più utilizzato per i ventanni successivi alla fine della guerra.

In realtà, la rinascita del marchio Audi non si deve ad una voglia di riscatto da parte della dirigenza dellex-stabilimento Audi di Zwickau. Ciò che avvenne fu completamente diverso: poco dopo la fine della guerra, lo Stato Maggiore dellAuto Union fuggì dalla Sassonia portando con sé tutto quanto fu possibile. L’obiettivo era quello di far rinascere lAuto Union in un luogo più sicuro. Il gruppo di persone coinvolto nel piano si trasferì ad Ingolstadt, in Baviera, dove di lì a poco rimise in piedi una nuova realtà industriale, lAuto Union-DKW, che per tutti gli anni Cinquanta e i primi anni del decennio successivo produsse vetture con marchi DKW ed Auto Union. Il logo scelto fu quello dei quattro anelli intrecciati, già utilizzato prima della guerra.

Nel 1958 lAuto Union-DKW fu rilevata dalla Daimler-Benz, la quale nel 1964 cominciò a cedere il pacchetto azionario alla Volkswagen, interessato allAuto Union per poter avere con sé anche un marchio di lusso da poter sfruttare, come la Horch o la stessa Audi. Fu proprio questultima a spuntarla tra le preferenze della Volkswagen in quanto Daimler-Benz trattenne il marchio Horch e, nel 1965, il marchio Audi venne resuscitato a condizione di non utilizzare più motori a due tempi, tipici della DKW e oramai non più proponibili nella produzione automobilistica dei tardi anni sessanta. Al Salone di Parigi del 1965, venne presentata la "Audi 72", un modello progettato e realizzato in prototipo dalla Daimler-Benz tra il 1960 ed il 1963, poi costruito dalla DKW, che lo produsse con propulsore a 2 tempi, tra il 1963 ed il 1965, col nome di "F 102", poi mutato in F103 dopo che il progetto passò nelle mani della Casa di Wolfsburg. Per la 72 la Volkswagen mantenne lossatura della F102, ma vi montò un nuovo motore con cilindrata di 1696 cm³ e potenza di 72 CV, in grado di spingere la vettura alla velocità di 148 km/h.

Nel 1972 esce lAudi 80, un modello di fascia media nato come erede delle F103, per la prima volta dotabile di ABS e pretensionatore delle cinture di sicurezza e spinta da un inedito motore a iniezione diretta da 112cv, disponibile anche con trazione integrale permanente, che garantisce alla vettura di toccare i 200 km/h grazie alla buona profilatura aerodinamica e al cambio dalla spaziatura azzeccata. AllAudi 80 seguiranno i modelli 90, 60, 75, 50 e 100, con una buona affermazione di mercato, specie per la 100, al top della gamma.

Linizio fu effettivamente buono, ma la vera fortuna dellAudi fu creata da Ferdinand Piech, nipote di Ferdinand Porsche e geniale interprete dellauto moderna, che assunse la guida del gruppo Volkswagen e dellAuto Union nel 1980. Sua lintuizione delle quattro ruote motrici, che portano le vetture sportive "Audi quattro" alla vittoria nei più importanti rallyes degli anni ottanta, guadagnando una fama di sportività e robustezza, come sua è la decisione di eliminare, nel 1985, la primigenia denominazione Auto Union per adottare semplicemente il marchio Audi, accompagnato dai 4 cerchi. Piech investì molte risorse anche nella perfezione del montaggio e nella ricerca della forma interna ed esterna.

Gli anni successivi ribadirono e rafforzarono la posizione dellAudi nel mercato internazionale: il marchio di Ingolstadt ribadì anche la sua altissima competitività in ambito sportivo: lasciato il mondo dei rally, si buttò nel Campionato DTM, dove nei primi anni novanta raccolse anche successi di rilievo con lAudi V8 preparata per tali gare.

Nel frattempo, continuava la ricerca tecnologica dellAudi, che portò tra laltro alla nascita della nuova A8 con scocca interamente in alluminio. Contemporaneamente vide la luce la prima generazione della A4 erede dellAudi 80, seguita dalla A6, praticamente un restyling dellultima Audi 100, in occasione del quale venne adottato il nuovo criterio di denominazione dei modelli. Nella seconda metà del decennio, hanno visto la luce la prima generazione dellAudi A3, compatta di segmento C su base Golf IV, e lAudi TT, una coupé compatta le cui linee richiamavano in maniera chiara quelle delle Auto Union da competizione degli anni trenta. Anche la TT sfruttava la meccanica della best seller di Wolfsburg, in virtù delle sinergie tra i due marchi. Sempre nello stesso periodo, altri tre marchi hanno potuto usufruire del know-how del gruppo Volkswagen, ma soprattutto dellAudi: si tratta dei marchi Bentley, Bugatti e Lamborghini.

                                     

1.6. La storia Audi nel nuovo millennio

Nel 1999 lAudi si gettò nuovamente nelle competizioni, questa volta nel campo delle sport prototipo, con la R8 Sport. A questo modello capace di rilanciare la fama dellazienda nelle competizioni grazie a 61 vittorie su 77 gare disputate e a cinque vittorie su sei partecipazioni alla 24 Ore di Le Mans, ha fatto seguito nel 2006 la R10 TDI, equipaggiata da un potente motore bi-turbodiesel da 5.5 litri, in grado di erogare fino a 650 CV di potenza massima. Con questa vettura, lAudi ha ottenuto altre vittorie, specialmente a Le Mans e a Sebring. Si è trattato della prima vettura a gasolio in grado di vincere nelle competizioni.

La produzione automobilistica di serie, nel frattempo si arricchì notevolmente: la gamma attuale comprende la compatta da città Audi A1 che ha sostituito la A2, prima auto Audi con telaio portante interamente in alluminio, la media compatta A3, la berlina di fascia medio-alta fascia Premium del segmento D A4 erede della 80, la berlina di gamma alta A6 erede della 100, lammiraglia di lusso A8, la coupé sportiva TT e i SUV Q7 e Q5, tutti con la propria gamma, in cui sono comprese anche versioni sportive.

Nel 2006 è stata lanciata lAudi R8, una vettura sportiva ad alte prestazioni con trazione integrale, creata per fare concorrenza alle Porsche Carrera che sfrutta la base meccanica della Lamborghini Gallardo, introdotta alcuni anni prima. Vale la pena sottolineare come la trazione integrale, che dellAudi è divenuta un simbolo fin dai tempi gloriosi dellAudi Quattro, è stata adottata come soluzione onnipresente in tutti i modelli ad alte ed altissime prestazioni che sono legati al gruppo Volkswagen e che sfruttano soluzioni Audi.

Nel marzo 2007 è stato presentato anche un modello che copre una nicchia di mercato assente da 13 anni nella gamma Audi, cioè la coupé media A5, disponibile anche nelle versioni a quattro porte e cabriolet, insieme con la sua versione sportiva S5, che secondo Walter De Silva è lautomobile più bella che abbia mai disegnato. Nellottobre 2010 è stata immessa sul mercato anche la nuova A7, grossa coupé a quattro porte di fascia alta realizzata per fare concorrenza alle Mercedes-Benz Classe CLS ed in seguito alla BMW Serie 6 Gran Coupé.

Alla base della gamma, nello stesso anno, è stata introdotta la A1, che ripropone il marchio dei quattro anelli in un segmento dove è rimasto assente da decenni, vale a dire da quando, nel 1978, è stata tolta di produzione lAudi 50.

Alla fine del 2015, lAudi subisce lo scossone del dieselgate, dopo la scoperta dellutilizzo, da parte dei tecnici del gruppo Volkswagen, di un software illegale che consente di falsare i dati relativi a consumi ed emissioni nocive in quanto in grado di riconoscere le sessioni di test per lomologazione della vettura e quindi di variare i propri criteri di rilevamento in base a ciò.

Nel secondo semestre del 2016 viene introdotto il nuovo SUV compatto, lAudi Q2 destinato a competere con le connazionali Mercedes-Benz GLA e BMW X1.

Il 18 giugno 2018 Rupert Stadler, dal gennaio 2010 CEO di Audi, viene arrestato nellambito dellinchiesta dieselgate. Al suo posto, ad interim, Bram Schot, responsabile vendite e marketing dellazienda. Ma nel frattempo, i programmi produttivi dellAudi proseguono in unottica rinnovata. E così, nella seconda metà degli anni 10 del XXI secolo, vengono sviluppate tecnologie volte al raggiungimento e alla messa in produzione delle prime vetture di serie a guida autonoma. A tale scopo, un esemplare di Audi A7 Sportback viene equipaggiata con un sistema sperimentale in grado di pilotare la vettura senza lausilio del conducente. Sempre nello stesso periodo, le motorizzazioni termiche vengono gradualmente sostituite da motorizzazioni ibride: alla fine del 2018 le gamme dei modelli A4, A5, A6, A7, A8, Q7 e Q8 sono costituite in tutto o in parte da motorizzazioni ibride. Non solo, ma per lanno successivo è fissato il lancio della prima Audi totalmente elettrica ossia il crossover di fascia alta Audi e-tron.



                                     

1.7. La storia Il mondo delle due ruote

Nel periodo compreso tra la fine del primo decennio e linizio del secondo decennio del XXI secolo, Ferdinand Piech rivelò già di essere interessato ad allargare la sfera produttiva del Gruppo Volkswagen anche alla produzione motociclistica, un settore storico, non tanto per la Volkswagen stessa quanto per lAudi, che già da quasi ottantanni era legata alla DKW, nota allepoca al mondo intero per la sua produzione motociclistica. E difatti, per il marchio, si pensò di rievocare lo storico nome nato dalla mente di J.S. Rasmussen. Ma in realtà non finì in questo modo: infatti, il 19 aprile 2012, il gruppo Audi acquista il marchio motociclistico italiano Ducati per 860 milioni di euro, ottenendo quindi il primo marchio motociclistico del gruppo Volkswagen

Ben prima dellacquisto di Ducati, nel 1976 in Audi, al cui centro sviluppo vi era ancora Ferdinand Piech, fu progettato in via non ufficiale di sera e negli intervalli di lavoro da Piech e altri due tecnici un prototipo di motocicletta, conservata al museo Audi ma raramente esposta al pubblico. Basata su una BMW 90S comprata di seconda mano, montava il motore 1093 cm³ della Audi 50 da 60cv, mentre cupolino, serbatoio e sella vennero sviluppati ex novo. Dotata di avviamento a pedale e trasmissione finale a cinghia dentata, con un peso di 250 kg, il costo del prototipo fu di soli 2500 marchi, circa 1250 euro.

                                     

2. Dati economici

Nel 2015 lazienda ha registrato un fatturato di 58.4 miliardi di euro. Nel 2017 il fatturato ha superato per la prima volta nella storia dellazienda i 60 miliardi di euro 60.1 miliardi con un utile di 4.6 miliardi e lEbit a +7.8% nonostante limpatto di 387 milioni di euro stanziati negli USA per la vicenda dieselgate.

                                     

3. Il museo

Il museo Audi è situato ad Ingolstadt, quartier generale della casa automobilistica Audi, proprio accanto allo stabilimento industriale. Questo museo ripercorre le tappe della produzione dellazienda, comprese diverse digressioni negli altri tre marchi appartenuti allAuto Union prima dellultima guerra, coprendo così un arco produttivo e temporale che spazia dalle prime motociclette sino alla recente Audi R8 LM.

Dizionario

Traduzione
Free and no ads
no need to download or install

Pino - logical board game which is based on tactics and strategy. In general this is a remix of chess, checkers and corners. The game develops imagination, concentration, teaches how to solve tasks, plan their own actions and of course to think logically. It does not matter how much pieces you have, the main thing is how they are placement!

online intellectual game →